Episodio 9 - I’m just a kid

Riassunto degli episodi precedenti: Chuck sta vivendo il suo sogno: ha creato una band con Peter, Dan, Sam, Jack e ha ottenuto un contratto discografico. Hanno prodotto il loro primo album e le vendite vanno benissimo. Si è sposato con la bellissima Niki e hanno avuto quattro splendidi simmini: Patrick, il primogenito, Thomas, April e Jennifer. Nel frattempo ha anche comprato due cani: Sippo e Pimpa, detta ‘Sippa’. Insieme i due cani hanno avuto due piccolini, che la famiglia ha chiamato Sippino e Sippina.
Patrick è diventato un adolescente modello: continua a pensare alla scuola, al suo lavoretto dopo scuola ed eccelle in ogni cosa che fa. A parte l’amore.
Il ragazzo è molto timido e impacciato con le simmine del sesso opposto. Si è preso una cotta per una giovane sim che vive nel vecchio appartamento del padre e che continua a vedere dalla finestra.

Patrick è un ragazzo timido, quindi non ha mai confessato a nessuno della sua cotta e non conosce nemmeno il nome della sim misteriosa, perchè non ha il coraggio di attraversare la strada ed andare a presentarsi.
La famiglia vive un periodo tranquillo e sereno. Tutti si vogliono bene, i genitori continuano a lavorare. In realtà Chuck continua a lavorare, mentre Niki sta sfruttando gli 11 giorni di ferie che le hanno dato per le varie gravidanze, quindi sta a casa e prende lo stipendio pieno.


Arriva il compleanno di Thomas che, da bambino, diventa finalmente adolescente. Durante gli ultimi mesi, prima del suo compleanno, non ha fatto altro che dire a Patrick che non vedeva l’ora di crescere per usare l’auto, andare nei locali, conoscere ragazze e tante altre cose che hanno fatto rabbrividire il fratello maggiore.


Il primo desiderio da adolescente di Thomas è quello di sbarazzarsi dei mobili della sua camera e di comprarne altri.
“Papà, vorrei qualcosa di più adulto… sono stufo di vivere in una camera che sembra Atlantide.”
“Va bene Tom, andiamo a comprare dei mobili nuovi.”
Papà e figlio escono, vanno in un negozio di mobili e Thomas sceglie la sua nuova camera. Chuck alza un po’ un sopracciglio, ma non dice nulla e compra quello che il figlio gli chiede.
“Niki mi ucciderà” pensa tornando a casa.


Thomas è felicissimo della sua nuova parte di camera. Patrick, che ha mantenuto i suoi mobili azzurri, ha soprannominato l’angolo della stanza di Thomas come “la cripta”.
Il ragazzino decide subito che ha bisogno di un cambio di look, così, dopo un’incursione nel bagno della mamma, si rifugia in camera sua e…

“Così sono perfetto” pensa Tom, dopo essersi tinto i capelli di nero e dopo essersi truccato gli occhi con l’eyeliner della mamma.
“Paaaaaaaaaaaat?” chiama.
“Dimmi Tom” risponde Patrick.
“Vieni, usciamo!” esclama Tom, prendendo le chiavi dell’auto di famiglia. Patrick, da bravo fratello maggiore, prima di uscire assicura al padre e alla madre che starà attentissimo e terrà d’occhio Thomas per tutta la serata.

“La prima tappa è al negozio di vestiti qui vicino! Non puoi rimorchiare, vestito in quel modo!” esclama Tom.
“Chi ti ha mai detto che ho problemi a rimorchiare? E chi ti ha detto che VOGLIO rimorchiare?” chiede infuriato Patrick.
“Credi che non ti abbia mai visto quando spii la nostra vicina?” domanda Tom ammiccando.
“Sei incredibile. Questa sera ti dimostrerò che ti sbagli.”
“Va bene. Come vuoi… Intanto andiamo a comprare dei vestiti nuovi, sono stufo delle cose che tu non metti più. Sono così… da secchione.”
I due ragazzini arrivano al negozio di abiti e Thomas trova subito quello che gli interessa. Compra un completo per lui e un completo per il fratello. Di fianco al negozio di vestiti c’è un negozio di piercings. Thomas, attento a non farsi vedere dal fratello, sgattaiola dentro e cerca di farsi fare un piercing da qualche parte, ma il proprietario del negozio, che conosce Chuck, gli dice di girare al largo almeno fino a quando non avrà compiuto diciotto anni.

Dopo essersi arreso per il piercing, Thomas si infila nel negozio di animali del quartiere e guarda con occhi adoranti un micio nero. Deciso a portarselo a casa, Tom prende la carta di credito delle emergenze del padre e si avvia verso la cassa. Sfortunatamente per il giovane sim, Patrick è nelle vicinanze perchè sta giocando con un pappagallo e lo ferma.
“Non puoi comprare un gatto. Abbiamo già quattro cani enormi!” esclama.
“Va bene fratello, come vuoi… hai visto come ti guarda la ragazza alla cassa?” chiede Tom abbassando la voce. Patrick arrossisce immediatamente.

“Ma no, non sta guardando me…”
“Certo che sta guardando te! E’ carina, vero?”
“Sì, molto…”
“E allora provaci! Vai là, dille che è molto carina e chiedile il numero di telefono!”
“Dici che mi dirà di sì?”
“Certo fratello. Sei un po’ sfigato, ma sei carino. Non vedo perchè alle ragazze non dovresti piacere.”
“Va bene, allora vado!”
Patrick prende tutto il coraggio che ha, si avvicina alla ragazza e comincia a parlare con lei.
“S-s-sei molto c-c-carina.” balbetta.
“Oh… grazie.” risponde lei asciutta.
“V-vorresti… p-potresti d-darmi… il tuo n-numero?” le chiede con le gambe che tremano.
“Guarda, mi spiace di averti dato l’impressione sbagliata, ma io stavo puntando il tuo amico.”
“Ah.”
“Beh, mi dai il suo numero?”
“Ok…” risponde sconsolato Patrick.
“Bene, allora presto chiamerò questo tuo amico carino. Come si chiama?”
“Thomas. E sarebbe mio fratello…”
Sconsolato, il giovane Patrick esce dal negozio per andare a comprarsi uno snack ai distributori che ci sono di fronte. Thomas, che ha origliato la conversazione ed è molto interessato alle ragazze, ne approfitta immediatamente e va a conoscere la sim.

Thomas si vanta con la ragazza, descrivendole le sue imprese scolastiche.
“Sai, piccola, a scuola sono un genio.”
“Ooooh, davvero?” cinguetta la ragazza.
“Oh sì, prendo tutti nove e dieci. Sono bravissimo. Inoltre sono in una band e so suonare tutti gli strumenti! Mio papà è uno figo e ha una band famosa.”
“Oh mio dio! Io e te dobbiamo assolutamente uscire insieme!!! Come si chiama la band del tuo paparino?”
“Sim Band.” risponde Tom in tono frivolo.
“Oh cielo! Oh cielo! Sono la mia band preferita!!!! Ti prego, ti prego, ti prego, posso venire a casa tua a conoscerlo?”
“Certo bimba, ma a tutto c’è un prezzo.”
“C-cosa vuol dire?”
“Vuol dire che mi devi un appuntamento.”
“Oh sì. Tu sì che ci sai fare con le ragazze! Quanti anni hai?”
“Diciotto” mente spudoratamente Thomas, che ha appena compiuto sedici anni.
“Io ne ho sedici e mi chiamo Kara.” dice la ragazza.
“Bene, Kara. Ti aspetto a casa mia un giorno di questi. Abito a Villa King, non puoi non sapere dove si trova.”
“Ci vediamo!” cinguetta di nuovo la ragazza, guardando Tom con occhi adoranti.
Dopo aver lasciato Kara, Tom entra in un altro negozio, per fare rifornimento di make up.
“Se rubo un’altra volta l’eyeliner a mia mamma, mi taglia un braccio” pensa mentre afferra una matita per gli occhi.
Mentre sta pagando nota un batterista famoso, amico del padre, e si ferma a chiacchierare con lui. Thomas si assicura di essere davanti alla vetrina del negozio dove lavora Kara, così la sim lo guarda con occhi ancora più sognanti per le sue conoscenze tra le rockstar.

“Andiamo al locale, bello!” esclama Thomas, prendendo Patrick per un braccio.
“Chi sei tu? E che ne hai fatto di mio fratello?” chiede Pat, ricordandosi il tenero bimbo che una volta era Tom.
“Andiamo, su.”
“Va bene, ma guido io…”
“Ok, guida tu, tanto andiamo dove voglio io.”
“Sei proprio impossibile.” si lamenta Pat, entrando in macchina e andando verso il locale indicato dal fratello.
Arrivati davanti al Club Criptonotte, Pat si guarda intorno con aria rassegnata e poi guarda il fratello.
“Dovevo immaginarmelo. Dove potevi portarmi, se non in un locale per vampiri?” chiede.
“Questo non è un locale per vampiri!” esclama Tom. “Anche se non escluderei di incontrarne uno” aggiunge poi con aria furbetta.
“Tu sei pazzo… N-non ci sono v-vampiri qui, vero?”
“Non lo so, su internet ho letto che certa gente li ha incontrati qui.”
“Ma dove navighi? Vai su siti per spostati! Dirò a mamma e papà di impostarti il controllo genitori!”
“Ma piantala di fare lo sfigato e andiamo a scolarci un whiskey, bello!”
“Tu non puoi bere. Non sei maggiorenne e ti chiederanno un documento!”
“Perchè, credi che non ci abbia già pensato?” dice allungandogli una patente falsa. “Tu sei John Walker e hai ventun anni. Io sono Jeffrey Smith e ne ho ventidue”
“Perchè sei più grande di me, scusa?”
Thomas non risponde, alza solo un sopracciglio con aria ovvia e si siede al bancone, dove ordina da bere un “whiskey & soda, baby” alla barista.

“Oh santo cielo, questo mi si ubriaca!” pensa sconsolato Pat.
“E a te cosa porto, tesoro?” chiede la barista.
“Una soda senza whiskey può andare, grazie. A quanto pare stasera guido io…” risponde rassegnato Pat.

“Tom, che ore sono?” chiede Pat dopo un po’ di tempo.
“Non lo so, perchè? Ho dimenticato l’orologio a casa.”
“Anch’io… Dai, torniamo a casa.”
“Ma io mi sto divertendo…”
“Sì, ma sta albeggiando!!! Domani… o meglio, tra qualche ora, dobbiamo andare a scuola! Mamma e papà ci uccideranno! E tu sei ubriaco!” esclama Pat prendendo le chiavi dell’auto e trascinando il fratello a casa.
I due fratelli sgattaiolano nella loro camera e si infilano a letto senza farsi vedere dai genitori.
“Notte Pat. Se usciamo insieme ancora qualche volta, ti trasformo in un vero uomo! Yeeeeeeeeeh!” esclama Tom a voce troppo alta.
“Shhhhh!!!! Vuoi svegliare mamma e papà?! Dormi, o ti passo sul gas!!” lo minaccia Patrick.
“Yeeeeeeeeeeeeeeh!”
“Non era una bella cosa.” puntualizza Patrick, cercando di dormire.

Nei giorni successivi la vita procede tranquilla. Patrick promette a Thomas di non dire una parola sull’orario di rientro e sull’alcolico che si è scolato il fratello e i due diventano sempre più amici.
“Questo piccolo segreto segna l’inizio di una graaaaande amicizia.” dice Thomas il mattino seguente, ancora un po’ ubriaco.
“Sì, sì, ma adesso lavati, che puzzi come una distilleria.” lo spinge via Patrick, quando il fratello cerca di abbracciarlo.
April sembra una bambina molto tranquilla. Quando Chuck ha cambiato la camera da letto di Thomas, la piccola ha chiesto al padre se poteva comprare qualcosa di nuovo, così sono finiti per acquistare una carta da parati e una moquette.

“Adesso sembra proprio la camera di una principessa!” esclama la piccola April, quando i lavori nella sua stanza sono finiti.
“Sono felice che ti piaccia, tesoro.” risponde Chuck, dandole un bacio sulla fronte.
“Sai cara, ora che Pat, Tom ed April sono diventati grandi mi consolo con Jenny” dice una sera Chuck a Niki.
“In che senso, amore?”
“Beh, non posso più tenere in braccio gli altri tre. Non posso più fargli il bagnetto… sono cose che posso fare solo con Jenny!” esclama Chuck.
Infatti il sim non perde occasione per coccolare la piccola Jenny, per insegnarle a camminare, a parlare, a cantare le filastrocche, a usare il vasino e chi più ne ha, più ne metta.

“Sembra quasi che voglia un altro figlio!” Chuck sente Niki sussurrare al telefono con le amiche.
April diventa molto amica di Thomas e i due passano molto tempo insieme. Tom le racconta le sue avventure e la ragazzina pende dalle labbra del fratello.
“Tom, sei un mito! Da grande voglio diventare come te!!” esclama la bimba.
“Ti insegnerò tutti i segreti del mestiere!” risponde Tom ammiccando.

Anche per Sippino e Sippina passa il tempo, così i due cuccioli diventano due cagnoloni enormi come mamma e papà.
“Mi sa che ora dobbiamo chiamarli Sippone e Sippona!” esclama Chuck dopo averli visti.

Un pomeriggio Kara si presenta a Villa King e chiede di Tom. Il ragazzo esce dalla casa e saluta la sim.
“Mi spiace baby, ma sei capitata in un brutto momento. Mio padre è al lavoro.” dice Thomas.
“Oh… va beh, non c’è problema.”
“Ma rimani qui lo stesso, vero?” chiede il sim.
“Certo, certo!”
I due cominciano a chiacchierare e a flirtare e presto Thomas capisce che è il momento di dare a Kara il suo primo bacio.
“E lo faccio prima di Pat!” pensa con un ghigno.

E dopo il primo casto bacio sulle labbra, Thomas passa a sperimentare altri tipo di baci.

Kara dice a Thomas che deve tornare a casa e saluta il sim.
“Tom… Tom, credo che sia ora di andare a casa.” dice lei.
“Va bene, ci vediamo.”
“Ah…”
“Che c’è?”
“Nulla… è che io credevo che… insomma… noi… stiamo insieme?” chiede la ragazza.
“S-sì, credo.” risponde Tom, un po’ spiazzato.
“Ottimo, allora ti chiamo domani, tesoro!!” esclama Kara, andandosene felicemente.
“Oddio, cos’ho fatto?” pensa Tom, mentre rientra in casa.
Il sim viene bloccato in giardino da April, che gli chiede di leggerle una storia.
“Va bene piccola, ma solo una storia, poi ho da fare.” risponde Tom.

Dopo aver letto una favola alla sorellina, a Tom suona il cellulare.
“Ehi, ciao Kara…” risponde.
“Ciao piccolo! Stavo pensando di passare a prenderti questa notte, per una fuga romantica!”
“F-fuga romantica?”
“Sì, usciamo! Andiamo in un locale, non lo so… oppure potremmo…”
“Va bene!” esclama Thomas, senza aspettare che Kara finisca la frase.
“Ti passo a prendere all’1, fatti trovare pronto e stai attento a non farti vedere dai tuoi!”
“Ok, a dopo!”

La serata passa lentamente. Troppo lentamente, secondo Thomas. Infatti il sim continua ad insistere perchè tutti vadano a dormire.
“Papà, com’è andato il concerto? Sei stanco? Dovresti dormire un po’, hai una faccia…” dice.
“Sì, in effetti sono piuttosto stanco, penso che andrò a dormire! Buonanotte figliolo!” lo saluta Chuck.
“Mammina bella? Domani mattina devi svegliarti presto, vero? Forse dovresti andare a dormire… così sei bella riposata per il lavoro!”
“Hai ragione piccolo mio. Buonanotte!” lo saluta anche Niki.
April e Jennifer sono già a nanna, mentre Patrick sta studiando in camera dei fratelli.
“Rompiscatole?” lo chiama Tom.
“Che c’è?”
“Perchè non vai a letto, topo di biblioteca?”
“Perchè domani ho una verifica importante.”
“Ma la sai benissimo! Vai, su! Shoo!”
“Cos’hai in mente, Tom?”
“Nulla. Nullissima. Sono solo stanco, voglio dormire e non mi va che tieni la luce accesa. Tutto qui, giuro. Giuro.”
“Sei agitato, cosa stai tramando?”
“Va bene, a te lo posso dire. Ma se lo dici a mamma e papà, giuro che… giuro che vado dalla vicina e le dico tutto!”
“Puoi stare tranquillo, non dirò nulla a nessuno.”
“Esco con Kara, stanotte. Andiamo a…”
“Non voglio sapere altro, grazie. Anzi, buonanotte.” lo interrompe Pat, infilandosi il pigiama e andando a dormire.
“Che fratello magnifico!”
All’una di notte Thomas esce in giardino, vestito di tutto punto e aspetta Kara, che arriva con un’auto veramente scassata e i due escono. Tom torna a casa alle quattro passate e si infila a letto, fiero di non essersi fatto beccare.

“Allora, com’è andata?” chiede Pat a bassa voce, aprendo un occhio.
“Bene, benissimo. Ora dormi che è tardi.” risponde Tom.
Cosa combinerà Thomas? Patrick riuscirà mai a trovare il coraggio per parlare alla sua vicina di casa? April seguirà l’esempio di Thomas? E come crescerà la piccola Jennifer? Lo scoprirete solo nel prossimo episodio!
martedì,6 gennaio 2009 alle 19:18 in Generazione 2.
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